AI al lavoro

AI e Digital Forensics

La digital forensics integra sempre più l’intelligenza artificiale per automatizzare l’analisi di grandi volumi di dati, migliorando rapidità ed efficacia delle indagini su testi, audio, immagini, video, malware e dispositivi IoT.

La digital forensics è la disciplina che si occupa dell’acquisizione, analisi e conservazione delle evidenze digitali in ambito investigativo e giudiziario. L’intelligenza artificiale (AI) sta assumendo un ruolo sempre più centrale in questo settore, in particolar modo grazie alla capacità di automatizzare processi complessi e gestire grandi volumi di dati.

Applicazioni dell’AI nella Digital Forensics

L’intelligenza artificiale trova applicazione pratica in numerosi ambiti della digital forensics, migliorando l’efficacia e la tempestività delle indagini.
Basti pensare che, se fino a pochi anni fa era necessario leggere manualmente decine di migliaia di messaggi, al fine di ricercare informazioni essenziali a fini investigativi, grazie all’utilizzo del linguaggio naturale, è oggi possibile analizzare centinaia di migliaia di messaggi nell’arco di pochi secondi, interrogando il sistema sulla base delle informazioni ricercate.

Ma non solo: i sistemi AI permettono, anche in questo caso in pochi minuti, di trascrivere un gran numero di file audio, sempre più utilizzati anche all’interno dei sistemi di messaggistica istantanea in alternativa ai messaggi testuali.

La digital forensics di immagini, video e dispositivi IoT rappresenta un settore in rapida espansione, in cui l’AI è impiegata per analizzare contenuti multimediali, rilevare deepfake e steganografia, e monitorare dispositivi connessi.
Nel contesto del Digital Forensics and Incident Response (DFIR), l’AI supporta l’automazione dei processi di risposta agli incidenti, consentendo analisi in tempo reale e investigazioni proattive. La collaborazione efficace tra sistemi AI e investigatori umani è essenziale per preservare l’integrità delle decisioni e garantire risultati affidabili.

Analisi Malware

L’impiego dell’AI nell’analisi malware consente la classificazione automatica con elevata accuratezza, facilitando il rilevamento precoce di minacce informatiche, superando il limite relegato all’identificazione delle minacce a mezzo di firme (modello generalmente utilizzato, assieme all’analisi euristica, per il rilevamento delle minacce informatiche). I più recenti modelli AI, infatti, identificano pattern nascosti e comportamenti anomali che sfuggono ai tradizionali sistemi di difesa.

Attraverso l’AI-enabled malware analysis, è possibile ridurre drasticamente i falsi positivi, aumentando l’affidabilità delle segnalazioni e ottimizzando l’allocazione delle risorse investigative. Strumenti avanzati sviluppati da aziende come Fortinet e supportati da ricerche accademiche dell’Università di Catania evidenziano l’efficacia di tali approcci nel campo della digital forensics.

Un ulteriore vantaggio dell’adozione dell’AI risiede nella capacità di adattamento continuo del modello. A differenza dei sistemi basati esclusivamente su firme statiche, che richiedono aggiornamenti manuali e reagiscono solo a minacce già note, i modelli addestrati su grandi volumi di campioni riescono a generalizzare e a riconoscere varianti sconosciute appartenenti alla stessa famiglia malware.

Immagini, Video e IoT

L’analisi forense di immagini e video tramite AI utilizza tecniche di riconoscimento e analisi dei contenuti per identificare manipolazioni digitali quali deepfake e steganografia. Questi metodi sono fondamentali per rilevare falsificazioni e garantire l’autenticità delle prove multimediali.

Nel contesto IoT, l’intelligenza artificiale supporta la digital forensics applicata a dispositivi connessi, affrontando le complessità derivanti dalla diversità e dalla diffusione degli endpoint. Le soluzioni AI facilitano il monitoraggio e l’analisi di eventi sospetti in tempo reale, superando le limitazioni dovute alla natura distribuita dei sistemi IoT.

Le sfide specifiche di questo ambito richiedono approcci integrati che combinino AI e competenze forensi specialistiche, come evidenziato da studi di Interpol e dell’Università di Catania, per garantire accuratezza e tempestività nelle indagini.

Sfide, limiti e questioni etiche dell’AI nella Digital Forensics

L’uso dell’intelligenza artificiale nella digital forensics comporta sfide significative legate a bias algoritmici, falsi positivi e negativi, nonché a questioni di privacy e validità legale. Il bias algoritmico, spesso derivante da dati di training non rappresentativi o da progettazioni errate, può compromettere l’affidabilità delle analisi e influenzare negativamente le decisioni investigative.

La trasparenza e l’explainability degli algoritmi sono essenziali per garantire la validità legale delle prove digitali e per affrontare eventuali contestazioni in sede giudiziaria. Inoltre, l’uso illecito dell’AI e la responsabilità derivante da decisioni automatizzate richiedono meccanismi di audit e un controllo umano significativo.

A tali criticità si aggiunge il tema della riproducibilità delle analisi, elemento centrale nella digital forensics. Un modello di intelligenza artificiale che produca risultati non deterministici, o che dipenda da parametri dinamici non documentati, rischia di compromettere il principio di verificabilità indipendente della prova. In ambito giudiziario, infatti, non è sufficiente dimostrare l’esito di un’analisi: è necessario poter ricostruire l’intero processo logico e tecnico che ha condotto a tale risultato, consentendo a terzi di replicarlo con strumenti e dati equivalenti.

Scritto da

Luca Mercatanti

Informatico Forense

Luca Mercatanti (Viareggio, 1992) si occupa dal 2007 di sicurezza informatica, hacking, comunicazione digitale e marketing online. Dal 2018 al 2022 è stato assistente all’Università Europea di Roma nel corso di Comunicazione Digitale del Prof. Marco Camisani Calzolari. Dal 2020 opera come consulente e perito in informatica forense per avvocati, procure, tribunali, forze dell’ordine, aziende e privati. È ospite fisso ogni venerdì su Radio Freccia, dove parla di digitale e tecnologia, e collabora come divulgatore con scuole, riviste di settore, programmi TV e radiofonici. È noto anche per le sue partecipazioni a Le Iene. È fondatore e autore di un blog attivo dal 2007, amministratore della Mercatanti Srl, laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Dal 2018 è Sommelier AIS; dal 2021 è membro del Rotaract Club Viareggio-Versilia PHF (Distretto 2071), di cui è stato 65° Presidente per l’A.R. 2024/2025. Dal 2022 è membro dell’IISFA – International Information Systems Forensics Association.

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